Lezione 3 — Mappe concettuali e mentali per l’inclusione

Questa lezione mette ordine nelle idee trasformando i contenuti in strutture visive chiare e accessibili. Partiamo dal distinguere con esempi rapidi la mappa concettuale (relazioni esplicite tra concetti, frasi-legame, gerarchie) dalla mappa mentale (organizzazione radiale, parole chiave, immagini-ancora), chiarendo quando scegliere l’una o l’altra in funzione dell’obiettivo didattico. Passiamo quindi alle regole di qualità: sintesi senza perdita di significato, uso calibrato del colore (contrasto, coerenza), font leggibili, icone non ambigue e disposizione spaziale che riduca il carico cognitivo. Lavoriamo su un testo disciplinare reale: lo scomponiamo in concetti, definiamo le relazioni con verbi chiari e costruiamo prima una bozza “scheletro”, poi la versione finale in digitale con strumenti come CmapTools, XMind/MindMeister o diagrams.net, scegliendo template accessibili. Introduciamo una rubrica semplice per autovalutazione e peer-review (completezza, correttezza delle relazioni, leggibilità, trasferibilità al compito), così che la mappa diventi anche strumento di valutazione formativa. Mostriamo come usare le mappe in tre momenti: anticipazione (attivare preconoscenze), studio (organizzare e memorizzare) e verifica (spiegare ad alta voce seguendo le relazioni). Chiudiamo con una mini-esposizione a coppie: ogni docente presenta la propria mappa in due minuti, riceve feedback mirato e annota micro-miglioramenti. Il prodotto atteso è una doppia mappa (concettuale + mentale) pronta per la classe, accompagnata da una breve guida d’uso per studenti e da indicazioni inclusive (alternative testuali, stampa in A3, modalità scura/chiara). Questa base visiva sarà il trampolino per la lezione 4, dove l’intelligenza artificiale aiuterà a generare versioni dei materiali a difficoltà graduata senza perdere la coerenza concettuale costruita qui.

Scarica Lezione 3 — Mappe concettuali e mentali per l’inclusione

Torna in alto